La dott.ssa Perghem ha scelto presto da che parte stare: quella dei bambini. Dopo il liceo classico «Antonio Rosmini» di Rovereto, si laurea in Logopedia all'Università degli Studi di Verona con il massimo dei voti e la lode, orientando subito la sua specializzazione verso l'età evolutiva con il Master di I livello in Neuropsicologia dell'Età Evolutiva all'Università LUMSA di Roma, concluso anch'esso con il massimo dei voti. Ed è proprio da lì che i disturbi del linguaggio e dell'apprendimento sono diventati il cuore della sua professione.
È iscritta all'Ordine TSRM e PSTRP di Trento, Albo dei Logopedisti, con il numero 17, ed è Responsabile della sede di Trento dello Studio di Psicologia del dott. Michele Facci, in via Pranzelores 87.
L'idea che guida il suo modo di lavorare è che la logopedia non sia un freddo elenco di tecniche da applicare, ma un'alleanza profonda tra clinico, bambino e famiglia. Il trattamento funziona davvero quando il bambino entra in studio con il sorriso, quando il gioco diventa lo strumento di lavoro quotidiano e quando i genitori comprendono appieno il senso e l'importanza di ogni passo.
La sua formazione è in costante aggiornamento: negli anni ha seguito corsi dedicati all'impostazione e alla correzione dei fonemi della lingua italiana (dal rotacismo alla «s» interdentale e laterale), all'intervento precoce sul linguaggio nella fascia 0-3 anni, alla valutazione e al trattamento miofunzionale e alla terapia a vibrazione locale Novafon. Dal 2018 è inoltre iscritta al registro degli esperti formati da Erickson nel percorso «Game Trainer», dedicato allo sviluppo delle funzioni esecutive attraverso il gioco.
Sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento ha costruito una competenza che va oltre la stanza di terapia: è socia ordinaria AIRIPA, ha portato il tema in numerose conferenze sul territorio regionale ed è coautrice del libro «Dislessia, guida rapida ai Disturbi Specifici dell'Apprendimento» (Reverdito Editore, 2019), scritto insieme a una psicologa, una psicomotricista e un ottico-optometrista proprio per parlare a genitori, educatori e insegnanti.
Chi entra nel suo studio trova una professionista che prima di tutto ascolta. Ascolta la storia del bambino raccontata dai genitori e poi il bambino stesso, osservandolo sia nel gioco sia un contesto più strutturato. Da qui nascono una valutazione rigorosa e un percorso su misura, dove ogni progresso viene verificato e condiviso senza fretta e senza false promesse.